L’io della mente. Fantasie e riflessioni sul sé e sull’anima

Titolo originale: The Mind’s I

Autori: Douglas R. Hofstadter, Daniel C. Dennett
Anno: 1981
Voto: 8/10
Genere: Raccolta di articoli e saggi – Psicologia – Filosofia della scienza

La nostra epoca progredita e razionalista ancora non ci impedisce nel linguaggio comune di utilizzare termini dal valore quasi totalmente irrazionale, se non dogmatico. Parliamo spesso dell’anima, se siamo religiosi, come di una parte evidentemente costitutiva del nostro essere, come se il corpo non bastasse, addirittura ipotizzandone natura e dimensioni (e magari il peso). Se non siamo credenti, ci capiterà almeno di invitare qualcuno (non noi stessi, ovviamente) a non agire senza coscienza. Non è chiaro in cosa essa consista, né se essa davvero consista ossia non si tratti del residuo di un estinto senso religioso. Parliamo insomma di termini che non hanno un oggettivo significato, soprattutto se legati all’ancor oggi parziale mistero che è il nostro cervello. Eppure non ce n’accorgiamo, così come non facciamo caso alla facilità con cui ci riferiamo a noi stessi con la parola Io, come se fosse un concetto talmente elementare da non richiedere specificazioni. E che dire della cosiddetta intelligenza, di cui gli altri sono sempre privi ma ciascuno di noi ha una definizione personale? È possibile trovare una forma d’accordo in questo caos di parole tanto semplici solo all’apparenza?

Probabilmente no. Almeno, è ciò che si evince da questo importante libro a cura di Daniel C. Dennett e Douglas R. Hofstadter, due intellettuali accomunati dalla passione per tutto ciò che ha a che fare con il funzionamento della mente umana e soprattutto da un approccio multidisciplinare. Tanto che entrambi preferiscono passare per filosofi della mente più che per scienziati. Non deve quindi stupire che fra i numerosi saggi contenuti ne ‘L’io della mente’ troviamo le figure di Alan Turing e Richard Dawkins affiancate da quelle di maestri della letteratura fantastica come Stanislaw Lem e Jorge Luis Borges. O che lo stesso Dennett si proponga come protagonista di un incredibile racconto sci-fi, così come Hofstadter si diverta a immaginare Achille e una tartaruga in un dialogo sulla possibilità di resuscitare la mente di Albert Einstein.

Dennett
Ed. Adelphi 1992

Oggi tutto ciò che concerne la psicologia è scivolato nell’ambito della medicina, ma negli anni Ottanta un approccio del genere non era così tanto provocatorio. I due coautori dell’antologia afferiscono peraltro a quella corrente ideologica nota come funzionalismo, che nell’ambito della filosofia della mente concepisce l’intelligenza, ogni intelligenza, come un software rispondente a concatenazioni d’ordine logico e computazionale; e che quindi sostiene la commensurabilità tra intelligenze organica e artificiale. Oggi è un’idea passata un po’ di moda in ambito accademico, pur facendo la parte del leone in molti libri e pellicole di fantascienza. Probabilmente è proprio per questo che la lettura lascia spiazzati e spesso attoniti: facciamo fatica a credere che tante e tali idee possano essere prese sul serio, che tutto questo, un tempo, fosse scienza.

Che sia di scienza o di fantascienza, ‘L’io della mente’ è un libro straordinariamente stimolante, una fucina di sfide intellettuali offerte da una pregevolissima scelta di brani e autori. Pone quesiti complessi, spesso sfacciatamente provocatori. Diverte e intriga fino all’ultimo, quando ci si chiede come si faccia a trovare tanta intelligenza in un libro che mette in discussione l’intelligenza stessa.

“L’impegno di modellare la materia incoerente e vertiginosa di cui si compongono i sogni è il più arduo che possa assumere un uomo, anche se penetri tutti gli enigmi dell’ordine superiore e dell’inferiore: molto più arduo che tessere una corda di sabbia o monetare il vento senza volto”
(Jorge Luis Borges)

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. manofroma ha detto:

    Beh, finalmente una recensione positiva 😉

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    1. ilmangiacarte ha detto:

      Ah ah no dai, non sono sempre negative!

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  2. arte contemporanea ha detto:

    Sono contento di aver scoperto questo blog

    Piace a 1 persona

    1. ilmangiacarte ha detto:

      Grazie mille

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