Titolo originale: What Technology Wants

Autore: Kevin Kelly (n.1952)
Anno: 2010
Voto: 6,5/10
Genere: Saggio – Tecnologia – Attualità

Preoccupati di vedere un giorno le macchine prendere vita e sterminarci come in un comune film di fantascienza? Fate bene a esserlo, in un certo senso: perché la tecnologia in effetti sarebbe già viva. In un senso ancora più stretto, fate invece male: perché l’ascesa della stessa tecnologia corrisponderebbe, se ben governata, alla realizzazione della nostra felicità.

Questa la predizione di Kevin Kelly, da noi noto vagamente noto solo come fondatore della rivista Wired, negli USA autore fra i più noti del cosiddetto tecno-ottimismo. Mai tradotto in italiano il suo primo e più importante libro, ‘Out of Control(1995). In esso è introdotta l’idea, allora rivoluzionaria, oggi ancora forte, che sia possibile applicare al progresso tecnologico le stesse categorie della biologia evolutiva. Cellulari, tablet, computer eccetera sarebbero da considerarsi alla stregua di animali o piante, soggetti anch’essi alla selezione naturale.

Kevin Kelly
Ed. Codice 2010

La medesima tesi è riproposta in ‘Quello che vuole la tecnologia‘, dal titolo appositamente ambiguo. Da un lato è infatti dato per vero che la tecnologia possa volere qualcosa, dall’altro si pone la questione di cosa vogliamo invece noi, i suoi creatori; se sottometterci od osteggiare o accompagnare in modo intelligente la crescita di quest’essere ormai definibile con un nome scientifico tutto suo, technium. S’intende come l’auspicio di Kelly vada a una delle tre vie.

Paradossalmente il saggio avvince più per le argomentazioni – ancora al limine della scienza – che per le conclusioni, affascinante ma del tutto arbitrarie. Uno dei pochi libri sull’argomento a essere attuali oggi come nel 2010.

“In quanto umani siamo esseri che si sono fatti da sé, siamo la nostra migliore invenzione. Rifiutare la tecnologia significa di fatto autoavversione